Menu Orizzontale Debbie e le piccole cose: Salento: la Baia dei Turchi

domenica 24 giugno 2012

Salento: la Baia dei Turchi

Io e il Picci camminiamo sulla riva, il mare è ghiacciato e il sole in fiamme. Il vento ci scompiglia i capelli, il Picci tiene una mano sulla testa per non far volare il cappellino. Quando si stanca di camminare vuole venire in braccio, mi infila una mano nella scollatura e l'altra si avvinghia dietro al collo. Siamo pelle contro pelle, sento il suo addome caldo, l'odore di crema e sudore che gli cola sulla nuca. Ci fermiamo a guardare un tronco che rotola nella risacca, giochiamo a lanciare il cappellino in acqua e ad aspettare che la corrente ce lo restituisca.


C'è una piccola grotta poco più in là scavata da una lingua di mare. Entriamo gattonando per non sbattere la testa, arriviamo fino in fondo dove la sabbia è umida. Ci sdraiamo a pancia in sotto perché adesso siamo due squali pronti all'attacco. Dal fondo della grotta, vediamo quattro piedi di turisti passare sulla riva, poi di nuovo il mare turchese della Puglia.


Resterei qui con lui per sempre.


Lo guardo nel suo costumino giallo, con quell'addome sodo e le chiappette a palloncino da africano.
 Con le caviglie che sembrano due zamponi e le unghie dei piedi storte. E poi lo guardo in faccia, questo bambino mio, e non è come lo avevo immaginato quando ero incinta. Me lo aspettavo moro, con gli occhi neri e il fisico da lanciatore di coriandoli. Invece il Picci ha i capelli chiari, le braccia ben tornite  e le gambe forti da mulo. Gli occhi sono del nonno: quando mi guarda vedo mio padre da giovane.

 Siamo a nord di Otranto, nella Baia dei Turchi ( il Picci ci corregge: Baia dei turchi no. Il cane abbaia!) Per arrivare alla spiaggia abbiamo attraversato la pineta, incontrato una volpe e graffiato la macchina in mezzo ai rovi. Ci siamo caricati l'ombrellone, la sacca dei giocattoli, la borsa termica e gli asciugamani.


C'è un punto magico prima di arrivare sulla spiaggia in cui l'odore della pineta e del mare si mescolano. Il verde dei pini e il blu del mare si confondono come le piume colorate di uno storno cenerino. Il mare brontola, il vento ulula e gli uccellini cantano: è la natura che grida per noi, che suda, che si anima.



Il pomeriggio alla Baia dei Turchi è stato uno dei momenti più belli della vacanza in Puglia. Uno di quelli che mentre li vivi sai già che resteranno impressi in una cartolina dell'anima. Quegli abbracci del Poeta, quelle corse, quelle risate che scoppiano e gli arricciano il naso, gli chiudono gli occhi, gli scoprono i buchi dei canini sulle gengive.


 E la notte piange, questo bambino mio, piange forte perchè  i dentoni da vampiro stanno lentamente uscendo ed io penso che dovranno passare degli anni prima che rivedrò le sue gengive nude. Piange senza svegliarsi e sogna le tic tac.

6 commenti:

  1. Le tue foto sono come sempre dei capolavori!

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  2. le tue foto rendono perfettemente i colori e la luce che caretterizza il Salento. Io l'adoro

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  3. Quanto mi manca il mare, ora che ci penso sono 5 anni che non ci vado, dovremo rimediare:-) Che bello leggerti di nuovo.

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  4. Come siete belli insieme! Da cartolina proprio. Poi con quello sfondo... (Ma la-baia dei Turchi l'avete mai sentita a-bbaiare?)

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